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Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti, movimento politico da sempre impegnato nel sostenere il teatro, era presente al debutto dell’esilarante spettacolo presso il Ghione di Roma


Roma - E’ ancora il sostegno alla cultura, in particolar modo al teatro, che il movimento Italia dei Diritti mette ai primissimi posti per l’orientamento della sua azione politica. Si protrae a oltranza infatti la presenza testimoniale del suo presidente Antonello De Pierro, che periodicamente si reca ad applaudire i tanti attori che offrono la loro impeccabile arte al servizio delle platee, ancora fedeli nonostante i continui tagli e penalizzazioni che la politica rivolge al settore, che riesce a contrastare l’inevitabile crisi solo grazie al sacrificio e alla grande passione di chi gestisce le strutture, e degli artisti che, con impeccabili interpretazioni, ricordano a chi vorrebbe mettere loro il morso, che la nostra penisola non è mai stata avara di talenti. Tra l’altro De Pierro, che attualmente figura ai primi posti nella classifica ufficiale all’indirizzo http://www.baroncelli.eu/politici_italiani, in quotidiano aggiornamento, dei politici più seguiti sul web, nei tanti anni di attività giornalistica, da direttore e voce storica di Radio Roma e da direttore di Italymedia.it, ha sempre dato molto spazio al teatro e molti degli attori impegnati sui palcoscenici sono stati spesso suoi ospiti ai microfoni radiofonici. E’ il caso di Pino Ammendola e di Emy Bergamo, impegnati insieme a Massimo Corvo, Annalisa Favetti e Libero Sansavini, presso il teatro Ghione di Roma nell’esilarante pièce “A Natale divento gay”, scritta e diretta dallo stesso Ammendola. Una classica commedia degli equivoci, com’è nelle peculiarità dell’attore, autore e regista partenopeo, con incastri scenici ineccepibili che si fondano costantemente sul malinteso di grande effetto.
Il protagonista è Peppino, un impenitente donnaiolo di mezza età con una giovane fidanzata gelosa quanto “coatta”, Emy Bergamo. Non è ricco, ma confida in uno zio che ha fatto fortuna in America con una catena di pizzerie e che ha promesso di cedergli la sua lucrosa attività per ritirarsi. C'è un solo piccolo neo nel suo piano. Ha fatto credere allo zio di essere gay, esattamente come lui. Comunque la sua vita scorrerebbe tranquilla se non fosse che a Natale lo zio ha deciso di arrivare a Roma per conoscere il compagno dell’amato nipote e benedire la loro unione. Inutile dire che Peppino sarà costretto a convincere un amico di fingersi il suo compagno. Questo scatenerà una serie di umoristici fraintendimenti e doppi sensi per un finale assolutamente imprevedibile.
Ad applaudire, oltre a De Pierro, il quale, da sempre impegnato per la piena integrazione sociale dei diversamente abili, ha apprezzato notevolmente la previsione di una replica con audiodescrizione per spettatori non vedenti e ipovedenti, c’erano Franco Nero, Angelo Maggi, Maria Rosaria Omaggio e Giò Di Giorgio. Era presente anc
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