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Alessandro Benetton e Benetton Formula, dagli esordi alla conquista dei titoli mondiali
Quando nel 1988 Alessandro Benetton assume la guida di Benetton Formula non sono molti a scommettere sul futuro della scuderia trevigiana, entrata nel Circus inizialmente come semplice sponsor. Gli esordi certo non sono dei più facili, vista la concorrenza agguerrita e l’esperienza pregressa accumulata dalle case automobilistiche storiche come Ferrari e Mclaren. Eppure, nello stesso anno in cui Alessandro Benetton sale ai vertici di Benetton Formula, la squadra riesce a conquistare il terzo posto nel campionato costruttori, subito dietro alle spalle delle Rosse e delle imprendibili Mclaren-Honda. Tra il 1989 e il 1991 l’ingresso di personaggi del calibro di Flavio Briatore e l’ingegnere Ross Brawn pone le basi per un ulteriore salto di qualità. Nel frattempo un giovane pilota tedesco si è fatto strada, mostrando tutto il suo talento da esordiente con la Jordan: il suo nome è Michael Schumacher. Chiamato a sostituire l’italiano Roberto Moreno, la nuova guida agguanta la sua prima vittoria nel circuito di SPA, Belgio, nel 1992. Alessandro Benetton già allora non aveva dubbi sulle sue capacità, come ha ricordato a più di venti anni di distanza: “Michael non l’ho scelto io, o Briatore. Si è scelto da solo”. La fortuna, sottolinea l’imprenditore trevigiano fondatore di 21 Investimenti, “È il momento in cui il talento incontra l’occasione”. L’occasione per Schumacher arriva nel 1994, quando nonostante un gap di diverse decine di cavalli rispetto alle rivali Williams, conquista il primo titolo piloti nella storia di Benetton Formula. Aiutato anche da una vettura che si dimostra superiore in termini di efficienza aereodinamica, nel 1995 replica e domina l’intero campionato, tanto da vincere insieme al pilota inglese e compagno di squadra Johnny Herbert anche il titolo costruttori.
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