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Eni continua a correre veloce, tanto da arrivare anche al Golfo Persico, zona monopolizzata dalle tre big Francia, Gran Bretagna e USA. L’Amministratore Delegato della multinazionale, Claudio Descalzi, lieto della trattativa siglata con Adnoc Refining, ricorda però anche il valore della vita e riprende il caso Regeni con un appello all’Egitto: “Serve chiarezza”.

Claudio Descalzi e il caso Regeni: serve chiarezza
Ci sono affari, profitti e risultati, ma sopra di questi c’è il valore della vita e il rispetto per l’uomo. Eni è attiva sulla sponda del Mediterraneo e a tal proposito Claudio Descalzi riprende il caso Regeni: sono passati poco più di tre anni e la vicenda rimane ancora irrisolta, ma soprattutto non è stata fatta giustizia. Secondo l’AD del gruppo servono risposte dall’Egitto, trattandosi di una questione prioritaria. Nonostante i vari appelli e azioni da parte di tutta la comunità internazionale, la verità non è emersa ed è inammissibile. Queste le parole di Claudio Descalzi, rilasciate durante un’intervista ad Affari e Finanza: “Mi addolora molto il fatto che non ci sia chiarezza su quello che è successo. È un dovere di tutti capire cosa e perché è successo, dobbiamo avere risposta alle domande. Ci sono i profitti, le società, gli affari, ma sopra a tutto ci sono i valori ed il rispetto delle vite umane. Le priorità sono queste. Non accetto che il posizionamento all'interno di un Paese non tenga conto di questo”.

Claudio Descalzi: Eni si espande nel Golfo Persico
Da sempre dominata da Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna, l’area del Golfo Persico è una zona dall’ottimo potenziale e uno dei mercati più ricchi e promettenti del settore petrolchimico. Con l’obiettivo di consolidare la propria forza, Eni ha siglato un accordo con Adnoc Refining per il 20% delle quote, probabilmente il più importante mai portato a termine negli Emirati Arabi. Claudio Descalzi, estremamente orgoglioso della trattativa conclusa, riferisce che Eni riuscirà, di conseguenza, a fornire un notevole apporto tecnologico ai servizi, focalizzandosi, in particolare, sull’aumento della capacità di raffinazione di circa il 35%. In merito agli obiettivi a lungo termine, l’AD ha dichiarato: “Con il contributo delle nostre tecnologie gli impianti arriveranno tra il 2021 e il 2022 a una capacità di 1,1 milioni di barili al giorno, fino a raggiungere successivamente 1,6 milioni di barili, un volume che potrà portare l'intero complesso a essere il primo al mondo”.
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