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Anche Riva Acciaio si è adeguata ai nuovi protocolli messi in campo contro l’emergenza sanitaria: dopo la chiusura, lo stabilimento di Lesegno ha ripreso le attività una volta scattata la Fase 2 decisa dal Governo.

Tutela della salute: i protocolli di Riva Acciaio

La sicurezza dei dipendenti è fondamentale per Riva Acciaio: lo dimostra il fatto che l’azienda, lo scorso 13 marzo, ha deciso di fermare la produzione dello stabilimento di Lesegno per via dei rischi causati dall’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia dalla fine di febbraio. In questi mesi il polo produttivo sito nella provincia di Cuneo ha subito diversi stop, ma la musica è cambiata dall’inizio ufficiale della Fase 2. Dal 4 maggio infatti l’azienda ha riaperto i battenti e ha permesso ai circa 300 dipendenti di tornare a lavorare in completa sicurezza: oltre al distanziamento e alla distribuzione di dispositivi come mascherine, visiere e gel igienizzante, la società applica il protocollo sanitario condiviso tra Governo e Parti Sociali datato 24 aprile 2020. Ad esempio i lavoratori interni e allo stesso modo i dipendenti delle imprese esterne, devono sottoporsi ad ogni entrata alla rilevazione della temperatura corporea: un’operazione possibile grazie anche all’aiuto inizialmente del personale della Croce Rossa e successivamente all’installazione di termoscanner. “Personalmente – ha dichiarato Emanuele Rizzo, Sindaco del Comune di Lesegno – insieme all’amministrazione comunale che rappresento, siamo decisamente soddisfatti della ripresa produttiva della Riva Acciaio che ha saputo adottare e riorganizzare in breve tempo l’attività produttiva in modo tale da tutelare e salvaguardare la salute dei lavoratori. Speriamo che la produzione possa proseguire nel migliore dei modi, seguendo le regole della nuova normalità che ci vengono imposte”.
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