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Il presidente del movimento esorta i cittadini a votare secondo coscienza ripudiando i "percorsi clientelari" e "le logiche del voto familiare"


Roma, - E' quasi in dirittura d'arrivo la campagna elettorale con cui le forze politiche stanno cercando di intercettare e orientare il consenso dei cittadini chiamati alle urne il 20 e il 21 settembre prossimi per esprimersi sul referendum inerente al taglio dei parlamentari, sul rinnovo del presidente e del consiglio regionale di ben 7 regioni e dei sindaci e dei consessi consiliari di 962 comuni.

Anche il movimento Italia dei Diritti, fondato e presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, come di consueto ha presentato le sue liste in diversi comuni italiani. L'attenzione è particolarmente focalizzata sulla vicenda elettorale che porterà a eleggere i sindaci e l'assise consiliare di 3 comuni facenti parte della Valle dell'Aniene, dove è lapalissiano l'impegno profuso dal presidente De Pierro, trattandosi di un territorio a cui è particolarmente legato. Infatti il leader dell'Italia dei Diritti, è capogruppo della lista facente capo al movimento nel consiglio di Roccagiovine, è consigliere presso l'Unione dei Comuni Valle Ustica e già capogruppo, sotto il simbolo dell'Idd, di una squadra composta da 8 consiglieri presso la Comunità Montana dell'Aniene, subito dopo commissariata (appena 1 giorno, esattamente nell'ultimo dell'anno), con una tempistica quantomeno sospetta, per procederne alla liquidazione ai fini della trasformazione in Unione dei Comuni Montani. Una dedizione costante pertanto quella di De Pierro, che quest'anno passa per Percile, Roiate e Marano Equo, dove sono state presentate ben 6 liste. Solo a Percile una è stata ricusata dalla Commissione Elettorale e a concorrere ne sono rimaste dunque 5.



"Cambieremo Roccagiovine e tutta la Valle dell'Aniene" — aveva tuonato il giornalista romano dopo l'elezione a Roccagiovine, insieme ai consiglieri Dantina Salzano e Paolo Nanni. La frase pronunciata destò qualche preoccupata reazione da parte di qualche esponente politico locale, ma il Numero Uno dell'Italia dei Diritti non si scompose e continuò senza sosta l'attività intrapresa, al fine di tener fede alla promessa annunciata, che gli eventi successivi hanno tradotto nella realtà del tessuto sociopolitico della vasta zona, che comprende ben 31 comuni, costringendo a ricredersi coloro i quali l'avevano tacciata di essere il solito proclama retorico. A iniziare da Roccagiovine, dove "abbiamo trovato ­— rivela De Pierro — una situazione poco istituzionale,quasi "conviviale",come la definì lo stesso sindaco in consiglio. Un'amministrazione che per 5 anni aveva trascinato la macchina amministrativa nella palude dell'inerzia e dell'immobilismo. Prima del consiglio di insediamento ci accorgemmo che non esisteva il regolamento consiliare, al quale il Tuoel, che regolamenta tutta l'attività degli enti locali, rimanda per la definizione di molti pr
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