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Andrea Mascetti , un uomo dalle numerose sfaccettature: non solo avvocato affermato, ma anche attivista culturale, fondatore della rivista “Terra Insubre” e animatore del circolo “Ra ca’ dur Barlich”. Si racconta in una lunga intervista e ricorda i testi che l’hanno formato.

Andrea Mascetti: cultura e politica
È conosciuto da tutti come “eminenza grigia della Lega”, ma Andrea Mascetti rigetta questa definizione: “Non sono l’eminenza grigia di nessuno”. Nel 2004 avvia lo Studio Legale Mascetti e, mosso da una forte passione culturale, nel 1996 è tra i fondatori della rivista “Terra Insubre”, oltre a distinguersi come animatore del circolo Ra Ca’ dur Barlich di Varese, uno dei più attivi e vivaci. Non immagina la politica scissa dall’azione culturale e a chi gli chiede come questi due mondi possano coesistere in una persona, risponde: “Non penso di fare cultura. Dubito anzi che il Moderno sia in grado di crearne una originale. Mi limito molto più semplicemente ad organizzare la diffusione di idee che reputo possano essere utili ai nostri tempi. In questa azione cerco di individuare autori e pensieri che operino per preservare la conoscenza delle radici profonde”. A tal proposito, Andrea Mascetti ricorda i testi sui quali si è formato, attingendo dalla vasta biblioteca del padre, fanno capolino: Il conte di Montecristo, dove un passaggio sulla felicità fu in grado di scuoterlo, e Gli eroi di Thomas Carlyle. Proprio seguendo le orme del padre ha unito vita politica e profonda ricerca culturale, appassionato studioso di Ernst Jünger ed Hermann Hesse.

Andrea Mascetti: riflessioni storico-politiche
La vita di Andrea Mascetti oscilla continuamente tra il suo lavoro e l’amore per la cultura. Tuttavia è consapevole di quanto la ricerca culturale non sia particolarmente interessante agli occhi degli italiani e per quanto cerchi di mutare una tendenza simile, grazie anche alla rivista “Terra Insubre”, conosce perfettamente i limiti di questa azione. Queste le sue parole in merito all’azione nel campo della cultura dell’attuale governo tale questione: “Non credo che nessuno possa fare molto. Non conosco i personaggi in campo e non so se siano adeguati all’immane compito, ma in ogni caso, anche se fossimo in presenza di guru visionari e coltissimi, non vedo cosa potrebbero inventarsi per incidere sul presente di un Paese come l’Italia. Oggi le idee passano per lo più dalla rete e le culture diventano anch’esse strumenti soggiogati alla tecnica. La politica non ha più interesse per una dimensione culturale”. Andrea Mascetti condivide, inoltre, la propria visione del “potere”, definendolo una sorta di affascinante prigione dorata. Il potere ha un forte legame con il tema della liberta, ritiene l’avvocato e conclude attingendo dal proprio ampio bagaglio letterario, citando Davila, filosofo e scrittore colombiano: “Non è tanto nell’abbondanza che nasce la libertà, bensì nella sicurezza dell’abbondanza.
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