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Tradurre, si è sempre pensato, fosse l’arte degli accademici, di coloro che dopo aver trascorso moltissimi anni sui testi universitari si sarebbero alla fine rinchiusi in una stanza e lì, al lume della loro candela, avrebbero trascorso la maggior parte della loro esistenza a consultare vecchi e sgualciti dizionari, cercando di dare un senso ad un testo quasi enigmatico. Beh, questa è forse l’idea che tutti ci siamo fatti qualche volta pensando al processo di traduzione. Fortunatamente le cose non sono più così; alla pari delle candele che non si usano più, anche i mezzi a disposizione del traduttore sono notevolmente cambiati. Con l’avvento delle nuove tecnologie le generazioni si sono evolute. Forse ci sarà ancora qualcuno che, come un tempo, farà propria ricerca alla vecchia maniera, scrutando vecchi dizionari cartacei. Ma la maggior parte dei traduttori ormai si affida al web e purtroppo qualcuno ne abusa, come coloro che si rimettono così facilmente ai traduttori automatici, quasi senza ritegno. Tutto sommato, il lavoro del traduttore non è completamente cambiato. È sempre molto duro, serve molta pazienza ed è ancora un’arte, un po’ come l’attività dello scrittore.

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