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Rimettere mano alla sanità, pensare a un modello più efficiente e virtuoso che lasci fuori la politica e gli interessi, spesso speculativi, dei privati: l’invito di Vito Gamberale alla luce di quanto ha evidenziato l’emergenza Coronavirus.

Per un nuovo modello di sanità, lontano da politica e interessi speculativi: l’auspicio di Vito Gamberale
“Il tracollo del sistema sanitario italiano di fronte all’emergenza Coronavirus fa emergere anche la pressoché generale impreparazione della sanità privata”: lo rileva Vito Gamberale, manager di lungo corso, già alla guida di Telecom, Autostrade e F2i e oggi Presidente di Iter capital Partners e Vicepresidente del gruppo Ivs. La sua analisi sulla sanità italiana alle prese con il Coronavirus, ripresa anche in un articolo de “Il Secolo d’Italia”, non fa sconti. Da quella privata a quella pubblica, “affidata a manager che, nella stragrande maggioranza, non sono mai stati manager”, l’emergenza ha ben messo in luce quanto sia ormai necessario ripensare al sistema sanitario e ricavarne un nuovo modello “virtuoso e più efficiente”. Questo il pensiero di Vito Gamberale: “Coinvolgere le casse di previdenza e i fondi pensione. Lasciando fuori dalla porta la politica. E gli interessi, spesso prevalentemente speculativi, dei privati”.

Vito Gamberale: medici e personale operativo sono i veri eroi di questa guerra contro il Coronavirus
Nella sua analisi Vito Gamberale sottolinea inoltre come nella sanità ci siano “migliaia di cliniche private che in questa situazione si sono trovate fuorigioco” per diverse ragioni: “Da una parte la mancanza di capitali per attrezzarsi al meglio e dall’altra la paura dei cittadini che questi luoghi potessero diventare focolai”. Il manager ravvede inoltre un’ulteriore perplessità: “Tutti sappiamo che in quelle cliniche private essenzialmente lavorano infermieri reclutati con la logica del sistema cooperativo. E che, quindi, non si sa fino a che punto il personale sia effettivamente acculturato, effettivamente preparato e dotato”. Per quanto riguarda la sanità pubblica invece “al di là dei medici e del personale operativo veri eroi di questa guerra, non si può santificarne l’organizzazione”: secondo Vito Gamberale infatti “tranne rare eccezioni sappiamo che la sanità pubblica è stata sempre condizionata dalla politica”. E in quest’ottica “non sempre direttore sanitario e direttore di dipartimento sono persone che hanno una vera competenza. Basta pensare che l’80 per cento dei bilanci regionali è rappresentato dalla spesa per la sanità: per dire che gli assetti politici di molte regioni sono determinati dal sistema sanitario privato”.
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