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"La speranza per milioni di cittadini è che il Parlamento decida per una nuova proroga che faccia slittare i pagamenti ad anno nuovo": l'editoriale di Giampiero Catone sugli adempimenti fiscali.

Giampiero Catone: troppe scadenze imminenti per i cittadini italiani

Il 30 novembre sono scaduti oltre il 77% degli adempimenti fiscali degli italiani. In uno dei suoi editoriali pubblicati sul quotidiano "La Discussione", Giampiero Catone affronta la questione degli obblighi fiscali per i quali i contribuenti sperano in una proroga da parte del Parlamento. A fine novembre infatti per milioni di italiani sono scattati 62 adempimenti fiscali che riguardano principalmente i versamenti di tasse e imposta, tra cui gli acconti Irpef, Ires e Irap, e il pagamento dell'imposta di bollo in unica soluzione sulle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre. Tra il 2020 e il 2021 il Governo ha stabilito rinvii e decreti anti crisi che, come ricorda Giampiero Catone, hanno di fatto concentrato le rate non saldate della pace fiscale: 8 della rottamazione Ter (2020 e 2021) e altre 4 del saldo e stralcio. Gli adempimenti valgono anche per le imprese che hanno l'obbligo di versare allo Stato l'Irap non regolata nel 2020, e per i lavoratori autonomi che hanno usufruito della moratoria degli avvisi bonari. Le imminenti scadenze si ripercuotono su numerosi creditori che si ritrovano quindi a fare i conti con le conseguenze finanziarie causate dall'emergenza sanitaria.

Giampiero Catone: il Governo concede minime proroghe

Al termine delle scadenze, per coloro i cui versamenti di bollette, rottamazioni e acconti non risulteranno regolati, scatteranno le relative sanzioni con la possibile successiva interruzione di benefici e sconti. Oltre al fardello degli adempimenti, sottolinea Giampiero Catone, i cittadini devono sobbarcarsi anche la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi: dopo anni di rinvii, adattamenti e riformulazione dei debiti, gli italiani si ritrovano a barcamenarsi tra conti, versamenti e l'eventualità di ulteriori multe. Tutte le forze di maggioranza hanno chiesto una proroga per i pagamenti tramite emendamenti al decreto fiscale collegato alla manovra in discussione al Senato: qualora il Parlamento accettasse il rinvio delle scadenze, il Governo avrà il compito di individuare la nuova prassi per i versamenti. Secondo Giampiero Catone "pensare a maxi sanatorie o altri slittamenti da dare, è uno scoglio difficilmente superabile perché il Governo per ora è intenzionato a dare solo minime proroghe temporali". Il giornalista sostiene infatti che "per il Governo la partita deve essere chiusa entro dicembre, al massimo per le imprese in ritardo con i versamenti Irap, la data potrà slittare al 31 gennaio 2022".
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