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Tra i sintomi ascrivibili a forme di Long Covid, persistenti nei mesi successivi all’infezione e nonostante il superamento della fase acuta, alcuni studi ipotizzano possano rientrare anche danni all’apparato uditivo, con manifestazioni che variano da acufeni persistenti, vertigini e capogiri fino a una netta riduzione della capacità uditiva.

Milano, settembre 2021 – Nel corso degli ultimi mesi, sempre più persone hanno segnalato la persistenza di alcuni sintomi del Covid-19 anche settimane e mesi dopo aver contratto e superato la malattia. Questa condizione prende il nome di Long Covid e riguarda un’ampia serie di sintomi, spesso molto diversi tra loro da persona a persona. In seguito a diverse testimonianze circa l’aggravarsi o l’insorgere di acufeni e/o ipoacusia nelle persone colpite da Covid-19, molti studiosi hanno iniziato a interrogarsi sulla possibilità che esista un nesso tra i due eventi. I professionisti di Starkey Hearing Technologies, punto di riferimento a livello globale per la produzione e la vendita di protesi acustiche di alta qualità, fanno il punto della situazione e spiegano quale sia, a oggi, il consenso scientifico sull’argomento.

È noto da tempo che alcuni virus, come quelli all’origine del morbillo e della parotite, possano provocare danni all’udito. La correlazione tra lo svilupparsi di patologie a carico dell’orecchio e l’infezione da Covid-19, però, è per il momento ancora oggetto di approfondimenti e richiede cautela, come evidenziato anche dai ricercatori che si stanno occupando attivamente di questi casi, come gli esperti di audiologia dell’Università di Manchester. Seppure i dati raccolti fin qui facciano sospettare che si tratti di una pista diagnostica da non sottovalutare, va detto che gli acufeni rappresentano una condizione relativamente comune tra la popolazione adulta e possono avere cause differenti, non ultima una situazione di forte stress, tutt’altro che rara in piena pandemia.

Rispetto all’improvvisa perdita dell’udito tra i malati di Covid-19, gli stessi ricercatori evidenziano come il numero di casi di infezione da Coronavirus sia talmente elevato da rendere complesso associare con certezza i due eventi. Il rischio allo stato attuale è quello di confondere i dati raccolti tra i malati di Covid-19 con i nuovi casi di ipoacusia statisticamente presenti nel mondo ogni anno, in particolare nella popolazione anziana. Tuttavia i dati sembrano meritare attenzione anche in questo senso: le segnalazioni di improvvisi capogiri e vertigini, per esempio, sono sintomi che potrebbero rimandare a danni all’orecchio interno. Riflettori puntati quindi sul problema, in attesa dei risultati di studi clinici approfonditi attualmente in corso.

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