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Le dichiarazioni di Elisabetta Ripa nella cornice della XIII edizione dell'EY Capri Digital Summit.

Elisabetta Ripa: rivoluzione digitale indispensabile per il rilancio del Paese

L’infrastruttura in fibra ottica è fondamentale se si vuole restare al passo dei cambiamenti sempre più rapidi del mondo digitale. E l’Italia, che da anni soffre un ritardo nei confronti dei partner europei, deve spingere necessariamente in questa direzione. Lo ha detto Elisabetta Ripa , Amministratore Delegato di Open Fiber, durante il suo intervento all’ultima edizione del Digital Summit promosso da Ernst&Young. “Nel 2023 l’infrastruttura sarà pronta, raggiungendo 19 milioni di unità immobiliari – ha dichiarato la manager – Dobbiamo coprire oltre 6.000 comuni e questo richiede uno sforzo enorme di produttività e di collaborazione con il pubblico, per questo sono molto importanti i processi di semplificazione”. Sebbene la copertura di Open Fiber abbia raggiunto un terzo del Paese, per la rivoluzione digitale in Italia c’è bisogno della collaborazione di tutti gli stakeholder del settore. Non solo aziende, ma anche filiera produttiva servita e soprattutto un forte impegno delle autorità. Un passo avanti è stato fatto, secondo Elisabetta Ripa, grazie al processo di semplificazione portato avanti dai Governi degli ultimi anni.

Elisabetta Ripa: gli ostacoli al processo di digitalizzazione

Open Fiber continuerà a fare la sua parte per accompagnare il Paese verso il rilancio dell’economia atteso nel periodo post pandemico. Da un lato, ha spiegato Elisabetta Ripa, ci sarà un’accelerazione nella realizzazione dell’infrastruttura in fibra, dall’altro l’abilitazione di nuovi servizi, con un focus specifico sui contenuti verso le piattaforme. L’Amministratore Delegato dell’operatore wholesale definisce come obiettivo cardine quello di indirizzare gli investimenti nella rete d’accesso, che in Italia sono mancati a causa della limitata competizione infrastrutturale. Inoltre, il Paese deve affrontare un’altra problematica: la scarsità di competenze specializzate. Competenze che serviranno anche per i processi di digitalizzazione in corso, come ad esempio della rete elettrica e della logistica. Al momento Open Fiber conta 8.000 dipendenti: “Dobbiamo arrivare a 15.000 risorse ma non le troviamo – ha detto Elisabetta Ripa – quindi bisogna insistere sulla formazione. Le competenze, anche di base, che servono per un’accelerazione della realizzazione di queste infrastrutture, è un tema che la scuola, il sistema educativo e la politica industriale deve aiutare tutti a indirizzare rapidamente”.
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